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Sono stati concessi gli arresti domiciliari ad Abu Ammar al-Sudani, il 46enne sudanese conosciuto come predicatore su alcune reti televisive locali (con un seguito di due milioni di fedeli), finito in carcere a Brescia una settimana fa con l’accusa di maltrattamenti e lesioni ai danni della moglie.
La donna si trova da giugno scorso in comunità, con i tre figli di due, quattro e sei anni, e per questo motivo non c’è rischio che si incontri con il marito di vent’anni più grande che aveva sposato per delega in Sudan. L’uomo nell’interrogatorio di convalida aveva negato ogni accusa e il suo difensore, l’avvocato Alberto Scapaticci, aveva sottolineato al giudice che negli uffici della Procura di Brescia era aperta un’inchiesta per calunnia contro la moglie del telepredicatore e che la stessa donna aveva ritrattato le denunce davanti al tribunale dei Minori nell’ambito di un’udienza per la gestione dei figli. Alla luce dell’intero quadro il gip ha deciso di concedere i domiciliari.

fonte. ANSA.IT

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