Clima estremo, malattie della vite e produzioni sempre più esposte. Da qui parte la svolta: a Vinitaly è stato presentato il protocollo sperimentale della “Polizza Lugana”, uno strumento assicurativo pensato per proteggere reddito e qualità in uno dei territori simbolo del Garda.

Il progetto nasce dalla collaborazione tra Condifesa Lombardia Nord-Est, Codive Verona e Consorzio Lugana insieme alle compagnie assicurative. Un sistema costruito su misura per rispondere alle criticità reali dei vigneti.

I RISCHI

Tra grandine, siccità e fitopatie, la viticoltura è sempre più vulnerabile. Il protocollo punta a dare risposte concrete alle aziende agricole.

“Come presidente di CODIVE e viticoltore – spiega Davide Ronca, presidente di Condifesa Verona CODIVE – ritengo sia fondamentale intervenire con progetti strutturati come questo, capaci di offrire risposte concrete a un comparto sempre più esposto ai rischi climatici e fitosanitari. CODIVE è storicamente radicato nel territorio e dialoga costantemente con le istituzioni e con i propri associati proprio per individuare soluzioni efficaci e condivise. Da questa visione nasce il protocollo sperimentale sull’uva Lugana, un’iniziativa nata da una esigenza in comune con gli amici del Condifesa Lombardia Nord Est che, se darà i risultati attesi, potrà essere estesa anche ad altre produzioni”.

Sulla stessa linea Giovanni Martinelli:
“Non si tratta soltanto di una nuova proposta assicurativa, ma di un metodo di lavoro. Oggi abbiamo presentato un progetto che ha tre grandi obiettivi: difesa del reddito, attenzione alla qualità e capacità di leggere i cambiamenti che stanno interessando l’agricoltura. Crediamo che innovazione significhi proprio questo: costruire strumenti nuovi partendo dai bisogni reali delle imprese, con un forte radicamento sul territorio e una visione condivisa”.

LA QUALITÀ

Il cuore del progetto è nella distinzione tra danni di quantità e di qualità, per rendere più precisi gli indennizzi.

“Con questo progetto – ha dichiarato Fabio Zenato, presidente del Consorzio Lugana – il territorio del Lugana dimostra ancora una volta di saper fare squadra quando si tratta di difendere un patrimonio produttivo e identitario unico. La qualità delle nostre uve e del nostro vino va salvaguardata con visione, competenza e strumenti adeguati. Questo protocollo sperimentale va proprio in questa direzione: mettere a disposizione delle imprese una risposta concreta, costruita attorno alle specificità della denominazione”.

Il sistema copre le principali avversità climatiche e introduce strumenti tecnici innovativi, come aziende “sentinella” e parametri specifici per la maturazione dell’uva.

IL FUTURO

La sperimentazione partirà nei comuni del Lugana, da Sirmione a Peschiera del Garda, con l’obiettivo di estendere il modello ad altre produzioni.

Dal fronte istituzionale arriva apertura:
“Produrre qualità comporta costi elevati e richiede strumenti adeguati di tutela – ha dichiarato Alberto Bozza – siamo disponibili a lavorare affinché questa iniziativa diventi strutturale”.

Il progetto si inserisce anche nel programma europeo PRUDENT, che premia le aziende più sostenibili. Un segnale chiaro: il futuro del vino passa anche dalla capacità di difendersi.

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