L’Union Brescia si prepara alla finale d’andata dei playoff contro l’Ascoli, in programma martedì 2 giugno alle ore 17 allo stadio Rigamonti. Il tecnico Eugenio Corini ha analizzato il momento della squadra, soffermandosi sul valore del fattore campo, sull’identità costruita in questi mesi e sulle scelte che guideranno la formazione nella doppia sfida che vale una stagione.

IL VALORE DEL PUBBLICO DEL RIGAMONTI

“In una doppia finale ci sono molte più valutazioni da fare rispetto a una gara secca. Credo che, in questo momento, giocare la prima partita in casa possa rappresentare un vantaggio. Si è creato un clima molto importante, fatto di entusiasmo e grande condivisione. Per noi è una spinta significativa e anche una gratificazione per il rapporto che si è creato tra la squadra e l’ambiente che ci sta accompagnando.

Tutto questo, però, deve tradursi in una grande prestazione. La volontà, lo spirito e l’identità che metteremo in campo saranno gli stessi che hanno accompagnato il nostro percorso fino a oggi. L’Ascoli arriva da undici mesi di lavoro, noi da un percorso più breve, ma la squadra è cresciuta molto. Vogliamo portare in campo le nostre caratteristiche, come abbiamo sempre fatto, rispettando le qualità dell’avversario ma cercando soprattutto di valorizzare quelle che sono le nostre”.

LE SCELTE E L’INSIDIA DEI DIFFIDATI

“Abbiamo qualche giocatore a rischio squalifica, ma nelle scelte che farò non terrò conto dei diffidati. Sceglierò i giocatori che ritengo più adatti per iniziare la partita e per svilupparla nel corso dei novanta minuti.

È chiaro che esiste sempre il rischio di un’ammonizione, ma questo fa parte del calcio. A volte un cartellino può essere necessario, magari per un fallo tattico. Dobbiamo invece evitare ammonizioni inutili, come quelle per proteste o per comportamenti che non aiutano la squadra”.

L’IDENTITÀ DEL POPOLO BRESCIANO

“Bisogna saper stare dentro le difficoltà. Può capitare che le cose non vadano come le immagini o come le vorresti. Magari ti aspetti una determinata risposta dall’ambiente e non arriva immediatamente. Però, se continui a lavorare bene, alla fine raccogli i risultati.

È un concetto che richiama l’identità del popolo bresciano. Ne ho parlato anche dopo l’ultima partita. Questa città meravigliosa e questa provincia straordinaria hanno costruito la propria forza sul lavoro, sulla voglia di fare e sulla capacità di non mollare mai.

Sono gli stessi valori sui quali questa squadra ha costruito e radicato le proprie energie. È da lì che abbiamo trovato la nostra forza. Insieme e uniti rappresentiamo il popolo bresciano”.

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