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Un coro goliardico, niente di più, in un momento di festa assoluta per il ritorno del Brescia in serie A. E’ quello intonato da Leonardo Morosini con il giocatore bergamasco di nascita ma bresciano d’adozione, primo indizio da non sottovalutare nell’analisi del momento incriminato, a prendere dalle mani di Ernesto Torregrossa il megafono per far cantare alla curva un coro che tra compagni di squadra risuona quasi come un ritornello ogni allenamento, ogni seduta di lavoro, perfino sul pullman durante le trasferte. Un coro divenuto virale per i vari video girati dalla società e dai calciatori stessi. Ma di un puro e semplice coro goliardico stiamo parlando. Basti guardare la reazione di chi come Torregrossa, Martella e Donnarumma viene dal Sud. Ridono, scherzano e saltano e cantano con Leonardo Morosini. Quindi, dove sta la notizia? Dov’è la discriminazione territoriale? La sensazione è che si debba fare polemica ad ogni costo vedendo nel corso un’impronta discriminatoria verso Lecce e Palermo, avversarie del Brescia nella lotta alla promozione. Si tratta di giovani, compagni di squadra e amici che si scherzano su un campo di gioco, il loro luogo di lavoro. Cosa che tutti i giorni, in ogni parte d’Italia, in ogni contesto e ufficio succede senza che per forza della uscire la notizia e debba crearsi un caso mediatico.

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Il Pirlo delle 6

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