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La potremmo definire una “diagnosi casalinga” ma utile, soprattutto vista l’impossibilità di essere sottoposti a tampone. Quindi, se accusate un’assenza di olfatto e gusto sarete positivi al Covid-19.

Fino ad ora, tuttavia, la definizione della prevalenza e delle caratteristiche di questi sintomi non è stata
documentata con precisione.

Per questo, tra il 27 marzo e l’1 aprile la Clinica Universitaria di Otorinolaringoiatria
dell’ASST degli Spedali Civili di Brescia ha condotto uno studio osservazionale trasversale
che include più di 500 pazienti con dimostrata positività al SARS-Cov-2 ricoverati nelle
Unità COVID-19 dell’ASST degli Spedali Civili di Brescia o in quarantena presso il proprio
domicilio.

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I promotori e sperimentatori, Dott.ri Alberto Paderno, Alberto Schreiber, Davide Mattavelli
e Alberto Grammatica, grazie alla collaborazione dei Colleghi ed il supporto dell’ASST degli
Spedali Civili di Brescia, dell’Università di Brescia e del Karolinska Institutet di Stoccolma,
hanno definito la prevalenza, l’andamento e le caratteristiche delle alterazioni di olfatto e
gusto nei soggetti affetti da COVID-19.
I risultati dello studio sono in corso di pubblicazione e dimostrano come questi sintomi si
manifestino in circa il 60% dei pazienti positivi al SARS-Cov-2 (anche come primi sintomi
isolati) e presentino delle peculiari caratteristiche tali da poterli facilmente differenziare da
quelli insorti durante un comune raffreddore. Inoltre, questa percentuale arriva quasi
all’80% nei soggetti con sintomi di lieve/media intensità

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Il Pirlo delle 6

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