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Regione Lombardia guarda avanti, guarda al 4 maggio e alla fase due che si spera possa portare alla “nuova normalità”. Con questo obiettivo la Regione ha lanciato un piano per le riaperture all’insegna, però, delle “quattro D”.

Si tratta di quattro punti fondamentali per la prevenzione nell’ottica di evitare una nuova risalita dei contagi:

  • Distanza, mai meno dell’ormai arcinoto metro di sicurezza fra le persone
  • Dispositivi di protezione, ovvero come già da qualche tempo la mascherina è obbligatoria per tutti
  • Digitalizzazione, chi può deve proseguire con lo smart working
  • Diagnosi, i test sierologici che attesteranno chi è immune al covid-19

“Tutto questo sarà accompagnato da un piano per riaprire in orario scaglionato uffici e aziende e, successivamente, scuole e università – fa sapere Regione Lombardia – Un esempio della nuova normalità saranno le aperture delle attività scaglionate e sull’arco di tutta la settimana per evitare il sovraffollamento dei mezzi pubblici. A questo si aggiungono altri provvedimenti come la  cassa integrazione con garanzia della Regione, il piano di sostegno per piccole e medie imprese (sul tavolo c’è un pacchetto di facilitazioni per l’accesso al credito, con la possibilità di mobilitare risorse fino a un miliardo) e i provvedimenti a beneficio del personale sanitario (stabilizzazione e bonus economico con almeno 80 milioni di Regione Lombardia in aggiunta ai fondi del governo)”.

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Il Pirlo delle 6

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