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Nel primo quadrimestre 2020, rispetto al corrispettivo dell’anno precedente, le visite ambulatoriali di pazienti con peso eccessivo in Poliambulanza sono aumentate del 157%. Secondo l’istituto bresciano questa crescita sarebbe da attribuire a una maggior consapevolezza di questi pazienti, anche in correlazione al fatto che l’obesità possa essere un fattore di maggior rischio in relazione ai sitmoni del covid.

A certificare la correlazione fra covid e obesità c’è anche uno studio pubblicato ad aprile su 338 pazienti adulti con polmonite da coronavirus. Dallo studio, è emerso che i pazienti in sovrappeso e obesi presentavano un decorso della malattia più severo, con un aumento del rischio di ospedalizzazione e addirittura di morte.

“L’obesità non è un inestetismo fisico – spiega Francesco Greco, Responsabile dell’Unità Chirurgica Cura dell’Obesità e Malattie Metaboliche di Fondazione Poliambulanza – Si tratta di una vera e propria patologia, che predispone a tutta una serie di gravi malattie, da quelle oncologiche, a quelle neurodegenerative, al diabete, fino alla depressione. È per questo che non va sottovalutata, tanto più in un periodo in cui le condizioni di stress dovute a pandemia e lockdown prolungati, hanno determinato abitudini alimentari scorrette e riduzione dell’attività fisica”.

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Secondo la Poliambulanza la pandemia ha duramente segnato tutti noi in modo drammatico, ma dall’altro lato ha permesso di accendere i riflettori su diverse problematiche fra cui l’obesità identificandola come un “grave problema” e non come una mancanza estetica.

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Il Pirlo delle 6

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