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Solo l’autopsia potrà chiarire la morte di Stefano Ghidini, imprenditore e titolare della Fai Ghidini trovato morto in un furgone a Lumezzane. A scoprire il cadavere dell’uomo sono stati due ragazzini del posto che immediatamente hanno avvertito i carabinieri di Lumezzane.

Il furgone era parcheggiato in via Umberto Gnutti da un paio di giorni e le temperature elevate hanno accelerato il processo di decomposizione del corpo dell’imprenditore. Le forze dell’ordine sono al lavoro per capire come mai il furgone fosse parcheggiato a diversi chilometri di distanza dall’abitazione di Ghidini e soprattutto come mai il 51enne indossasse solo slip e canottiera.

Secondo le prime indiscrezioni sul corpo dell’imprenditore non ci sarebbero segni di violenza e tutto farebbe presagire ad una morte per cause naturali. Forse un malore dovuto al gran caldo appunto degli ultimi due giorni. Sul posto oltre i carabinieri anche un’ambulanza e le pompe funebri che hanno trasportato il cadavere all’obitorio del Civile di Brescia dove nelle prossime ore verrà eseguita l’autopsia.

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