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È terminato dopo due ore, nel carcere milanese di San Vittore, l’interrogatorio di Luca Sostegni, 62 anni, il presunto prestanome fermato mercoledì sera nell’inchiesta della Procura di Milano su una presunta compravendita gonfiata per un immobile a Cormano, nel Milanese, per la Lombardia Film Commission. Inchiesta che vede indagati anche tre commercialisti, tra cui Michele Scillieri, vicini alla Lega. Sostegni, difeso dal legale Daniela Pulito, è indagato per sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, peculato ed estorsione, perché avrebbe minacciato Scillieri e gli altri due professionisti, Alberto Di Rubba e Andrea Manzoni, ex revisori contabili della Lega, di rivelare alla stampa i dettagli di questa e altre operazioni. Sostegni, interrogato dal gip di Milano Giulio Fanales, chiedeva per il suo silenzio 50mila euro e ne avrebbe ottenuti almeno 25mila, oltre alla promessa di 1000 euro ogni 20 giorni. È stato fermato, secondo i pm, mentre stava scappando in Brasile.

All’interrogatorio era presente anche il pm Stefano Civardi che con l’aggiunto Eugenio Fusco ha chiesto la misura di custodia in carcere per Sostegni. Nelle prossime ore il gip dovrà decidere sulla convalida del fermo e sulla custodia cautelare in carcere, richiesta dalla Procura per pericolo di fuga, reiterazione del reato e inquinamento probatorio. La guardia di finanza intanto indaga sulla rete di società gestite da Scillieri, che muoveva Sostegni come una “pedina”, e sui beneficiari finali degli 800 mila euro usciti dalle casse della Lombardia Film Commission, partecipata regionale, e di altre operazioni ritenute sospette.

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Il Pirlo delle 6

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