Regione Lombardia ha reso noto il decreto per avviare gli impianti di produzione, stoccaggio e distribuzione di idrogeno per rifornire i treni a idrogeno che da qui a qualche anno dovrebbero viaggiare sulla linea Brescia-Iseo-Edolo. Il progetto non è affatto piaciuto a Legambiente Basso Sebino e in particolare a Dario Balotta, che ha voluto mettere in chiaro tutti i punti secondo lui negativi di questa rivoluzione.

Secondo Legambiente, i nuovi convogli a idrogeno saranno molto più costosi rispetto quelli elettrici e potranno raggiungere i 130 km/h di velocità massima, nonostante la linea abbia una velocità commerciale di 70 km/h.

Per la produzione dell’idrogeno, inoltre, si utilizzerà un combustibile fossile – il gas metano, che si importa dalla Russia – limitandone l’efficienza e il risparmio energetico.

Balotta solleva poi il problema della sicurezza: infatti, la distanza delle abitazioni degli impianti sarebbe minima.

“Ora come ora non esiste una normativa di sicurezza per questa tipologia di impianti per la produzione, stoccaggio e distribuzione di idrogeno”. Sarebbe opportuno definirne una, prima di procedere con il progetto, dice Balotta.

Pertanto, l’ubicazione dell’area all’interno nel tessuto urbano di Iseo sembra molto rischiosa.

“Un’altra criticità segno anche di una sbagliata programmazione del progetto – conclude Balotta – sono i tempi eccessivi – fino al 2028 – di coabitazione dei due sistemi di trazione diesel e idrogeno.

Il Pirlo delle 6

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