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Museo del Risorgimento Leonessa d’Italia. sarà questo il nuovo nome dato al Museo del Risorgimento, che si trova all’interno del Castello.

Nel 2022, dopo un lungo periodo di chiusura, verrà riaperto al pubblico in modo completamente trasformato da un progetto di recupero e valorizzazione dell’involucro edilizio del Grande e Piccolo Miglio e degli allestimenti interni.

L’intervento avrà il valore economico complessivo di 1.400.000 euro. I lavori dureranno circa 10 mesi, da marzo a dicembre 2022, e sarà suddiviso in tre lotti:

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  • Il primo, di riqualificazione, sarà dedicato al rifacimento della copertura del Grande Miglio;
  • Il secondo lotto (in collaborazione con A2A) sarà dedicato al rinnovamento tecnologico e si focalizzerà sulla realizzazione di una nuova centrale termica, oltre a una frigorifera. Ci sarà anche l’installazione di sistemi moderni di riscaldamento e di raffrescamento, di illuminazione e ambientazione, e di sistemi interni di monitoraggio degli impianti per il controllo della qualità dell’aria;
  • Infine il terzo lotto, di riqualificazione degli interni e delle finiture.

Come scrive una nota di Fondazione Brescia Musei e della Loggia, “da marzo a giugno verranno espletate le gare di affidamento, da giugno a metà ottobre si acquisiranno gli arredi e gli allestimenti, da metà ottobre a novembre saranno collocate le installazioni, entro la metà di dicembre saranno messi a punto gli impianti tecnologici e infine saranno posizionati i reperti e le opere d’arte”.

“Verrà dato risalto a una narrazione per competenze, con grande attenzione verso le nuove frontiere della ricerca storica – prosegue la nota – Sarà anche un hub da cui esplorare la città: una serie di percorsi sarà infatti fruibile grazie una App che consentirà di approfondire itinerari e monumenti al di fuori del percorso espositivo. Sarà un museo antiretorico, con continui rimandi al tempo presente”.

Storia e nuova vita

Allestito nel 1959 e smantellato nel 2005, il nuovo Museo del Risorgimento Leonessa d’Italia si presenterà completamente rifondato alla luce di un nuovo progetto museologico autonomo e organico.

Accoglierà circa un centinaio di reperti, selezionati per il loro valore artistico (dipinti e sculture) o per il valore documentale (bandiere, uniformi, medaglie, oggetti d’uso, armi, cimeli e memorabilia).

Sarà caratterizzato da un approccio fortemente narrativo, orientato alla comprensione degli avvenimenti storici e da un impianto dinamico e multimediale.

Nella nota si legge che non sarà “un museo statico, ma sempre aggiornabile grazie alla grande quantità di contenuti digitali che permetteranno di mostrare documenti, fotografie, stampe e disegni che altrimenti non potrebbero essere presentati al pubblico, per ragioni di conservazione e di spazio”.

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Il Pirlo delle 6

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