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Le voci che si rincorrono ormai da ore sarebbero confermate: il Dpcm in vigore da appena pochi giorni sarà cambiato, è in arrivo una nuova stretta. Le proposte sulle scrivanie di chi è chiamato a decidere sono grossomodo le stesse di 24 ore come ad esempio lockdown nei fine settimana, zone rosse automatiche per quelle zone dove i contagi settimanali sono superiori ai 250 per 100mila abitanti e chiusura dei negozi dove sono chiuse anche le scuole.

In mattinata si è riunito il Comitato tecnico scientifico, ma la volontà degli esperti è stata già bene espressa venerdì dall’Istituto superio di sanità che aveva definito “indispensabili” nuove misure.

Limitare quanto più possibile la circolazione delle persone è la parola d’ordine degli scienziati secondo cui la zona rossa non dev’essere imposta solo nel Comune dove il contagio preoccupa, ma anche nei territori limitrofi in modo da creare una sorta di diga.

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Una scelta politica sarebbe invece la decisione di chiudere bar e ristoranti in tutta Italia il fine settimana. Come detto potrebbero chiudere anche centri commerciali, grandi magazzini e anche alcuni negozi nelle regioni dove le scuole sono chiuse, Lombardia in primis.

Se una settimana fa c’era la speranza di riaprire cinema e teatri dal 27 marzo, ora quella data inizia a vacillare e il rinvio si fa sempre più probabile. Su questo tema la decisione definitiva è attesa fra una decina di giorni sulla scorsa dei dati che si svilupperanno alla luce delle nuove restrizioni.

Sta di fatto che il verdetto è atteso a stretto giro di posta. La nuova stretta dovrebbe essere attiva già dal prossimo fine settimana.

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Il Pirlo delle 6

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