L’inflazione torna a correre e lo fa con un balzo netto. A febbraio l’indice dei prezzi al consumo segna +1,6% su base annua, in forte accelerazione rispetto al +1% di gennaio. Su base mensile l’aumento è dello 0,8%. A certificarlo sono le stime preliminari dell’Istat, che fotografano un nuovo scatto dei prezzi, soprattutto nei servizi e nel carrello della spesa.

A pesare sono soprattutto i rincari dei servizi di alloggio, che registrano un impressionante +10,3%, seguiti dai servizi legati ai trasporti (+3%) e dagli alimentari non lavorati (+3,6%). Una dinamica che colpisce direttamente famiglie e viaggiatori.

SERVIZI IN CORSA

La spinta principale arriva dal comparto dei servizi, che accelera dal +2,5% al +3,6% su base annua. In particolare crescono i servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+4,9%), mentre i trasporti passano da un +0,7% a un +3% in dodici mesi.
Il divario tra beni e servizi si amplia: i prezzi dei beni restano in lieve calo (-0,2%), ma i servizi tirano la volata e il differenziale sale da 2,7 a 3,8 punti percentuali. Un segnale chiaro di dove si stia concentrando la pressione sui consumatori.

SPESA QUOTIDIANA

Il cosiddetto “carrello della spesa” – che comprende alimentari, prodotti per la casa e per la persona – torna a salire oltre la soglia del 2%, attestandosi al +2,2% annuo rispetto al +1,9% di gennaio. Un dato che incide direttamente sui bilanci familiari.
L’inflazione di fondo, al netto di energetici e alimentari freschi, risale al +2,4%. Anche quella al netto dei soli energetici cresce al +2,5%.

Frenano invece gli energetici, che registrano un calo complessivo del -6,6%, con una flessione più marcata per quelli regolamentati (-11,3%). Ma la discesa delle bollette non riesce a compensare la nuova ondata di rincari nei servizi e nei prodotti di consumo quotidiano.