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Le Regioni, in particolar modo quelle alpine, non mollano e tentano il tutto per tutto con l’unico obiettivo di salvare almeno in parte la stagione sciistica 2020. Lo fanno con una nuova proposta all’esecutivo, un tentativo di venire in contro alle richieste di sicurezza di Roma.

Se in un primo momento si puntava all’apertura al 100% seguendo un rigido protocollo già stilato e rigettato dal Governo, questa volta le Regioni abbassano il tiro e chiedono quantomeno il permesso di accendere gli impianti di risalita rendendoli accessibili solo ai proprietari della seconde case e agli ospiti degli alberghi.

Stando alle ultime indiscrezioni in vista del varo del nuovo Dpcm infatti, la mobilità fra le varie regioni dovrebbe essere interdetta durante le due settimene di festività salvo alcune deroghe. Se si parte al di fuori di questo periodo di blocco si potrà quindi raggiungere le seconde case, possibilità sempre valida se la casa si trova nella propria regione in zona gialla. Stesso discorso è applicabile alle strutture alberghiere.

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Questi sono gli spiragli che contano di sfruttare i governi di Veneto, Valle d’Aosta, Lombardia, Friuli Venezia Giulia e le Province Autonome di Trento e Bolzano, un modo per salvare non solo l’economia degli impianti ma anche quella delle attività commerciali che ruotano attorno al turismo invernale.

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Il Pirlo delle 6

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