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La Tav, ormai arcinota linea ad alta velocità, fra Brescia e Verona affiancherà la storica arteria ferroviaria invece che proseguire su un percorso tutto suo. Questo, però, impone un quadruplicamento della linea con ovvi disagi se si pensa che nei dinotrni non ci potranno essere edifici. Il discorso risulta quantomai difficile perché la linea arriva proprio nella stazione cittadina in uno scenario urbano che non lascia molti spazi liberi.

Stando a quanto comunicato da Rfi e Italferr sarebbe previsto l’abbattimento di alcuni edifici sul percorso, anche sull’accesso alla città da Brescia ovest (in arrivo da Milano) e in uscita verso Verona. Sarebbero infatti poco meno di una decina di edifici residenziali che dovranno sparire per lasciare spazio all’AV, mentre 13 le unità produttive di vario genere.

Oltre al tema degli abbattimenti il progetto prevede altri importanti punti come la riqualificazione sul verde pubblico e sulla rete ciclopedonale. La società ferroviaria ha anche posto l’accento poi sui vantaggi riferiti più propriamente ai treni con la stiva di un 20% in più nell’utilizzo dei convogli con un calo quindi del traffico su gomma e una riduzione nei tempi di percorrenza.

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Il costo di questo quadruplicamento fra Brescia e mazzano si aggira attorno al mezzo miliardo di euro, sono invece 3 i miliardi necessari per arrivare a Verona. L’inizio del lavori è fissato per il 2023 e per il completamento di questo collegamento ci vorranno tre anni.

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Il Pirlo delle 6

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