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L’estate torrida sta mettendo in allarme il prefetto Attilio Visconti. Il ricordo della epidemia di legionella dello scorso anno in questo periodo è una ferita ancora aperta. Per non farsi trovare impreparati dalla prefettura nei giorni scorsi è arrivato un documento a tutti i sindaci della provincia di Brescia con i primi cittadini chiamati a comunicare, entro oggi, se sui loro territori di competenza sono presenti torri di raffreddamento e quante.

Si tratta di un monitoraggio di prevenzione studiato dalla Prefettura. Un passo importante ad arrivare dopo quello degli scorsi mesi quando il Prefetto aveva incontrato le associazioni di categoria. Recentemente è stato introdotto un articolo al Testo unico delle leggi regionali in materia di sanità che chiede ai Comuni d’istituire e curare un «catasto delle torri evaporative di raffreddamento a umido e dei condensatori evaporativi».

Sul piano della prevenzione è verosimile che entro il mese di febbraio del prossimo anno gli enti debbano provvedere al censimento delle torri. La finalità dell’indagine è prevenire il rischio legionella. Oltre al fiume Chiese, il grande accusato, per la diffusione della legionella furono inserite anche le torri di raffreddamento presenti nella bassa bresciana.

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Il Pirlo delle 6

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