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L’industria bresciana si è fermata. Tre anni di crescita ininterrotta e poi lo choc: nel terzo trimestre di quest’anno, il settore manifatturiero della nostra provincia, che è la terza più specializzata d’Europa, dopo le tedesche Böblingen e Ingolstadt, mostra un dato quasi piatto, un più 0,1%. Parole e pensieri di Giuseppe Pasini sulle colonne del Corriere della Sera. Il numero uno del Gruppo Feralpi e presidente di Aib non nasconde la preoccupazione lanciando l’allarme sul Prodotto interno lordo a zero ed una crescita che si è fermata. Questi i numeri preoccupanti espressi da Pasini: metallurgia e siderurgia, due baluardi dell’industria bresciana, perdono il 4,6%, la meccanica tradizionale è scesa del 4,4; segno negativo anche per i settori più avanzati. Tiene forse un po’ meglio l’agroalimentare e caseario, nel quale Brescia è la nona provincia europea, che contiene il calo allo 0,3%. Le cause di una caduta repentina, secondo il presidente di Aib, è da ricercare negli effetti della manovra economica e ancor prima del decreto dignità. Governo quindi sotto accusa: La manovra non sembra poter spingere la crescita, l’industria e il lavoro le parole di Pasini. A questi si aggiunge il protezionismo commerciale americano. Un barlume di speranza e soddisfazione viene dall’export dei prodotti all’estero.

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Il Pirlo delle 6

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