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Castelcovati, il pericolo contaminazione è reale. A una settimana dalla tromba d’aria che ha colpito il bresciano, alcuni comuni non sono ancora riusciti a tornare alla normalità.

La bonifica di alcuni paesi della Bassa Bresciana e dell’Ovest Bresciano, è resa complessa dalla presenza di macerie con amianto polverizzato, che le auto calpestano e spezzano, spargendolo poi nell’aria. Un altro problema, è rappresentato poi da intere piastre di fibrocemento.

Le fibre di amianto contenute nelle lastre sono volatili e pericolose, e se si dovesse fare la somma di tutto il materiale ritrovato tra i vicoli e in campagna, la quantità da smaltire è importante, anche se il sindaco Alessandra Pizzamiglio assicura che non si arriverà alla tonnellata.

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In campo, è intervenuto l’Ats, che ha varato un protocollo per far fronte a emergenze di questo tipo. In tanti comuni della bassa, sono state attivate alcune direttive che danno opportunità ai singoli cittadini, seguendo le procedure, di raccogliere autonomamente una parte di materiale.

Ma non è tutto, perché c’è un’altra emergenza, quella dei proprietari di case che non sono assicurati sui danni da calamità naturale. Secondo le prime stime si parla del 30% di mancata copertura sugli edifici. L’argomento, sarà al centro della prossima riunione in Regione, sull’emergenza maltempo.

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Il Pirlo delle 6

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