Manzoni a Elive, “io troppo cattolico? Nel Governo della città serve approccio molto laico”
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Il giorno dopo il suo annuncio di “disponibilità alla candidatura a Sindaco di Brescia” per il centro sinistra, Federico Manzoni, ospite del nostro giornale on line, spiega i contorni della sua decisione.

Il primo messaggio agli alleati: “Pd perno di un’alleanza, non è autosufficiente, il Pd, io penso, ha la responsabilità di porre le condizioni per le quali nel 2023 a sostegno del candidato sindaco di cia una coalizione la più coesa possibile e la più ampia. Questo significa, dal mio punto di vista- ha proseguito Manzoni – ripartire da chi in questi anni in maniera leale, proficua e assolutamente collaborativa, ha sostenuto la Giunta Del Bon, dalla sinistra di Marco Fenaroli fino ad arrivare ai consiglieri che oggi fanno riferimento al Terzo Polo.

A chi gli contesta di essere “troppo cattolico” Manzoni dice che “nel Governo della città serve adottare un approccio molto laico, questo è ovvio. I problemi che un amministratore locale si trova ad affrontare vanno affrontati con il massimo della capacità amministrativa e della disponibilità al confronto. Non sono temi in cui bisogna avere retropensieri ideologici, paraocchi o aperture o chiusure indiscriminate. In questi anni abbiamo saputo dimostrare la nostra inclusività. Un amministratore – ha sottolineato Manzoni- non ha il compito di fare delle leggi ma di applicare quelle che già ci sono”

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Il Pirlo delle 6

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