Martedì 20 gennaio, alle ore 18, in largo Formentone, Brescia ospiterà una manifestazione per chiedere la fine della repressione e delle esecuzioni in Iran. L’iniziativa è promossa congiuntamente da organizzazioni sindacali, partiti politici, associazioni, movimenti, cittadine e cittadini, uniti nel sostenere le rivendicazioni di libertà, diritti e democrazia del popolo iraniano.

UNA MOBILITAZIONE CONTRO REPRESSIONI ED ESECUZIONI

La manifestazione nasce dalla consapevolezza di una situazione sempre più drammatica nel Paese, segnata da una repressione sistematica del dissenso, arresti arbitrari, intimidazioni ed esecuzioni. Un quadro aggravato da una povertà crescente e dall’assenza di reali prospettive democratiche.
Secondo i promotori, alle richieste di libertà e dignità il regime di Teheran continua a rispondere con una violenza diffusa e brutale, che colpisce chiunque provi a esprimere idee diverse o a rivendicare diritti fondamentali.

IL MESSAGGIO DI “DONNE, VITA, LIBERTÀ”

Da tempo il movimento “Donna, Vita, Libertà” denuncia la repressione in atto, diventando un simbolo della lotta per i diritti umani e contro la tirannia. Un messaggio che anche Brescia ha scelto di ascoltare e sostenere, come dimostrato dal Festival della Pace 2023, e che ora torna al centro dell’impegno civile della città.

L’APPELLO ALLE ISTITUZIONI

Alla manifestazione parteciperanno partiti, gruppi consiliari, sindacati, associazioni e numerose realtà della società civile bresciana, unite nel chiedere che cessino violenze ed esecuzioni e che si apra un percorso reale verso la libertà e la democrazia in Iran.
L’iniziativa rivolge inoltre un appello al Governo italiano affinché metta in campo ogni possibile azione diplomatica per fermare la repressione e sostenere le legittime aspirazioni del popolo iraniano a una vita libera, dignitosa e giusta, nel pieno rispetto dei diritti umani fondamentali.

UNA PIAZZA PER I DIRITTI UMANI

Brescia scenderà in piazza unita, nella convinzione che il silenzio non sia un’opzione e che la difesa dei diritti umani non conosca confini.