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46 ore in balia del suo rapinatore. Confuso e spaesato Mirko Giacomini ha vissuto ogni istante con la paura di non farcela, osservando con terrore la gelosia sprigionata dagli occhi del suo rapitore. Prelevato da casa da Addelauahed Haida, Mirko Giacomini ha vagato nei boschi al buio, al freddo e al gelo. In quei luoghi i cani molecolari dell’unità cinofila dei Carabinieri avevano fiutato il suo passaggio.

Dopo aver prelevato degli indumenti dalla sua abitazione in via Schiave 34 a Gavardo, gli uomini dell’arma si erano messi sulle sue tracce. Anche un elicottero della Polizia si era levato in volo sorvolando l’area dell’ultimo avvistamento: nella zona del Santuario della Madonna della Neve nei monti di Villanuova sul Clisi.

Sulle tracce dei due immediato era scattato il protocollo di ricerca dei Carabinieri con una prerogativa: solo uomini addestrati per non rischiare di fare la fine delle ricerche di Igor il russo con la morte di volontari. Uomini armati e in assetto da combattimento hanno cercato Haida e Giacomini per due interi giorni.

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Al setaccio anche l’appartamento di Gavardo dal quale era stato prelevato Giacomini nella serata di martedì. Davanti all’abitazione della donna contesa, Angela, sin dalle prime ore del sequestro, è stata posta una pattuglia di controllo. La stessa che ha poi arrestato Haida e liberato Giacomini.

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Il Pirlo delle 6

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