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Uno schiaffo alla ‘Ndrangheta in Lombardia, quello inflitto dalla Corte d’Appello di Brescia. E’ arrivata in secondo grado la sentenza a 80 anni di carcere complessivi per gli esponenti di spicco della ‘Ndrangheta infiltrata in Lombardia.

Una sentenza incassata con la testa bassa da Nicolino Grande Aracri, boss ‘ndranghetista che attualmente sta scontando la pena al carcere di Opera in regime di 41 bis. Il boss aveva costruito e gestito una struttura ‘ndranghetista che si era insidiata nel mondo imprenditoriale lombardo, in particolare in quello dell’edilizia.

Queste le condanne dopo il processo di secondo grado di ieri:  5 anni e quattro mesi a Deanna Bignardi, 20 anni e otto mesi a Nicolino Grande Aracri, 16 anni e sei mesi a Giuseppe Loprete , 2 anni a Giacomo Marchio, 8 anni e sei mesi Salvatore Muto , 17 anni e otto mesi a Antonio Rocca  un anno e quattro mesi a Salvatore Rocca, tre anni a Danilo Silipo e tre anni a Ennio Silipo.

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Una lotta, quella alla criminalità organizzata, che continua anche al nord e la sentenza di ieri ha il sapore dolce di una grande vittoria.

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Il Pirlo delle 6

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