Norme e controlli con i droni sui terreni avvelenati dal Pcb
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La ferita della Caffaro su Brescia, sito di interesse nazionale, continua ad avere conseguenze non indifferenti sulla vita della popolazione che si trova in quelle aree dove il suolo è avvelenato dal Pcb. Proprio per questo motivo l’Ats ha richiesto alla Loggia di emettere un’ordinanza che regoli alcune attività come ad esempio gli orti privati e la fruizione dei cosiddetti “parchi gialli” (Parenzo nord e sud-est, via Palermo, via Cacciamali, via Fura e via Livorno). Qui trovate tutte le specifiche comportamentali per questi parchi pubblici.

Va da sé che dove il terreno è compromesso, una semplice attività di scavo o anche la semina di vegetali poi utlizzati come alimento va monitorata con attenzione.

Per quanto riguarda le attività di movimentazione della terra gli operatori devono prima comunicare al settore di tutela ambientale l’avvio dei lavori. Solo a questo punto viene concessa la deroga che viene trasmessa ad Arpa e Ats. Procedura praticamente simile per gli orti con un protocollo specifico concordato con Ats. Chi vuole effettuare lavori agricoli deve comunicaare l’avvio della semina e poi il momento del raccolto.

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Ats ha anche stilato una lista di vegetali che si possono coltivare in sicurezza e anche tutte le misure necessarie per evitare contaminazioni.

A vigilare sull’osservanza di tutte le norme imposte dall’ordinanza ci sarà la Polizia Locale con una serie di servizi predisposti appositamente. Per monitorare la situazione degli orti privati il comandante Roberto Novelli ha anche annunciato l’utilizzo di droni che possano sorvolare l’area e mapparla accuratamente visto che le infrazioni possono avere anche natura penale.

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Il Pirlo delle 6

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