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Sulle tavole (e non solo) dei bresciani, nonostante i rincari di gas, luce e carburanti, resta alta la spesa stimata delle famiglie in prodotti locali di qualità, e tipici del Natale con segnali di ripresa nell’ultimo trimestre. Questo quanto emerge dall’ultima analisi dell’Ufficio Studi di Confartigianato, dedicata al valore artigiano per i consumi di Natale.

Si stima che per l’enogastronomia di qualità locale le famiglie bresciane a dicembre spenderanno 305 milioni di euro (erano 325 lo scorso anno). Una spesa che arriva a 468 milioni se si calcolano anche 163 milioni di prodotti e servizi artigiani. I consumi – secondo il Rapporto di Confartigianato – si consolidano nel terzo trimestre 2021 con la spesa delle famiglie che sale del 4,9% rispetto al trimestre precedente, rafforzando la crescita congiunturale del 5,2% del secondo trimestre.

Imprese in Lombardia e Brescia

Le imprese artigiane sono 50.276 in Lombardia, e 7.335 nella sola provincia di Brescia (il 26,6% sul totale dell’artigianato). Queste occupano 24.556 addetti nei settori di offerta di prodotti e servizi tipici del Natale. Di queste, sono 1.419 le imprese artigiane bresciane nei soli settori alimentare (bevande e ristorazione), coinvolte maggiormente nei consumi natalizi. Dietro alla ristorazione e ai cibi d’asporto (783), c’è la produzione da forno (pasticcerie, panifici e gelaterie) con 641 imprese totali: 39 produttori di pasta; 22 di conserve, conservazione e lavorazione carne; 21 dell’artigianato lattiero-caseario; 17 per birrai, vini e distillerie; 14 imprese nella lavorazione di tè, caffé, cacao e spezie.

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I dati di Confartigianato Brescia stimano, nel solo mese di dicembre, una spesa delle famiglie lombarde in 2.529 milioni di euro. Cifra che nella provincia bresciana si attesta a 305 milioni di euro in prodotti artigianali. La provincia di Brescia è quindi la seconda provincia lombarda dietro a Milano (883 milioni).

La regione lombarda vanta 34 prodotti agroalimentari di qualità (14 I.G.P. e 20 D.O.P.) che rappresentano il 4,8% dei 299 censiti a livello nazionale e che la posizionano al terzo posto in classifica, dopo Emilia Romagna (43 prodotti agroalimentari di qualità) e Veneto (36 prodotti agroalimentari di qualità).

“Rischio rincari – ha dichiarato il presidente di Confartigianato Brescia e Lombardia, Eugenio Massetti – ,ma cresce la voglia di prodotti artigianali bresciani grazie ad una maggior consapevolezza nelle scelte degli acquisti: più prodotti artigianali e più qualità. L’enogastronomia, in particolare, si è affermata sia sulle tavole dei bresciani, sia conquistando una sempre più grande fetta di mercato italiano ed estero. Paga la qualità e l’artigianalità, sinonimo di ricercatezza e non solo di tradizione”.

Nei primi nove mesi del 2021 il valore delle vendite al dettaglio ha recuperato i livelli dello stesso periodo del 2019, (prima dello scoppio della pandemia). Nel lavoro dell’Ufficio Studi di Confartigianato viene presa a riferimento soprattutto la spesa relativa ai regali di Natali (dai prodotti alimentari alle bevande, fino ai prodotti maggiormente scelti come regalo e realizzati dagli artigiani).

Emerge dunque come le festività legate al Natale modifichino notevolmente le abitudini di spesa dei consumatori: considerando il triennio 2018-2020, nel mese di dicembre si registra un valore delle vendite al dettaglio superiore del 25% rispetto alla media annuale.

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Il Pirlo delle 6

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