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I casi accertati nella Bassa bresciana e in alcuni comuni confinanti del mantovano e cremonese erano fino a ieri 138. Trattasi di diciassette casi in più rispetto a quanto stilato a sabato. 17 quelli nuovi registrati. 124 sono stati ricoverati negli ospedali di Montichiari, Manerbio, Desenzano, Gavardo, Asola e Castiglione delle Stiviere oltre a Mantova. Tutti si erano presentati con i sintomi dell’infezione polmonare. La causa scatenante dell’epidemia, vocabolo tuttavia considerato al momento improprio dalle associazioni sanitarie, pare essere un batterio presente nell’acqua. Due i decessi nei giorni scorsi, non riconducibili direttamente all’epidemia di polmonite sviluppatasi nei giorni scorsi. A dichiararlo è stato Giulio Gallera assessore al welfare di Regione Lombardia. Le due persone decedute, una donna di 69 anni ed un uomo di 80 avevano sintomi differenti legati a patologie diverse. Scongiurato, almeno per ora, il contagio da legionellosi: solo due i casi di legionella assicurati con due sole persone di 57 e 58 anni, ricoverate in terapia intensiva agli Spedali Civili di Brescia. Esami approfonditi sono stati svolti in questi giorni sulla rete idrica con i risultati attesi tra una decina di giorni. L’inquadramento geografico circoscritto delle zone colpite con il maggior numero di casi ha fatto scattare l’allarme negli organi dell’Ats. Importante sarà anche l’attività di indagine condotta dal personale degli ospedali della zona con interrogazioni ai pazienti per risalire alle cause della contaminazione.

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Il Pirlo delle 6

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