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Un giovane che sta diventando adulto l’Euro, che il primo gennaio 2022 festeggia i vent’anni dall’entrata in circolazione. In realtà la sua gestazione è partita molto prima, all’inizio degli anni novanta, così come la sua circolazione virtuale nei mercati finanziari nel 1999. Per tutta la popolazione però, la moneta unica si è concretizzata il primo gennaio 2002 con l’addio ufficiale alla Lira.

Per i più giovani l’Euro è la moneta di sempre, chi invece ha qualche hanno in più ricorda questo passaggio molto bene. Le prime monete, le prime banconote e le difficoltà dei primi mesi. Inevitabile la sensazione che i prezzi fossero cresciuti, così come era immancabile il piccolo convertitore elettronico fondamentale per riuscire a calcolare quel 1936,27 divenuto una sorta di mantra dal panettiere oppure dal fruttivendolo.

In questi vent’anni non sono mancati momenti di tensione e di crisi. Prima su tutte quella del 2008 che a tutt’oggi è la più grande crisi subita dalla moneta unica europea. E poi il salvataggio della Grecia, ma anche di Irlanda e Portogallo con l’Italia e la Spagna che non se la passavano molto meglio.

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Impossibile non citare poi il “whatever it takes”, il “costi quel che costi” pronunciato nel 2012 dall’attuale premier e allora capo della Bce Mario Draghi per la crisi del debito sovrano europeo per salvare l’Euro dalla speculazione.

Veniamo a oggi con le dichiarazioni dell’Ue che rimarca la bontà della scelta per la sua stabilità, appetibile anche dai mercati al di fuori della zona Euro. Ma c’è anche il domani fra la sfida dell’inflazione e delle criptovalute.

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Il Pirlo delle 6

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