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Brescia e il suo rapporto con gli animali, una medaglia a due facce. Da un lato “petfriendly”, come dimostra il varo, primo in regione, del servizio di emergenza -urgenza h 24 per animali feriti; dall’altro lato della medaglia però, è in cima alla lista nazionale degli zoo-reati.

Come riporta “Bresciaoggi”, nel 2018 sono stati 486 i reati ai danni degli animali, con 300 indagati. Questo è il dato più significativo che emerge dal Rapporto Zoomafia 2019 redatto da Ciro Troiano, criminologo e responsabile dell’Osservatorio della Lav.

In Italia ogni 55 minuti viene aperto un nuovo fascicolo giudiziario per reati a danno degli animali, 26 al giorno, con un indagato ogni 90 minuti. Brescia ha staccato prima Udine con 209 procedimenti e 145 indagati, poi Napoli e Milano.

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Lo scorso anno, i reati a danno di animali sono stati 8300, con 4977 indagati, facendo registrare un aumento del 2.69% dei procedimenti e una diminuzione del 2.80% dei denunciati. Preoccupante è il dato riguardo i minorenni: nel 2018 +121% dei procedimenti e il 54% in più degli indagati.

Se dovessimo stilare una classifica tra i reati più diffusi sugli animali, troveremmo: il maltrattamento di animali, con 2727 procedimenti e 1830 indagati che è il più diffuso, l’abbandono e la detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro natura con 1287 procedimenti e 1042 indagati.

A seguire, i reati venatori, il traffico di cuccioli, spettacoli e manifestazioni vietate e infine l’organizzazione di combattimenti tra animali e corse di cavalli clandestini. Secondo Troiano, l’auspicio è una maggiore consapevolezza e conoscenza di questi fenomeni illegali, in modo tale da favorire un’attività di contrasto.

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Il Pirlo delle 6

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