Fa discutere, e non poco, la delibera della giunta regionale che di fatto taglia i contributi ai teatri cittadini. Per quantificare, la riduzione per il Teatro Grande sarà del 10% mentre per il Sociale addirittura il 55%.

Numerose le prese di posizione contrarie nelle minoranze bresciane a partire dalla consigliera Miriam Cominelli: “Fontana e Galli sembrano ignorare che la cultura sia un fondamentale motore di crescita per il territorio, leva di sviluppo e di investimento economico – l’attacco – oltre che strumento di coesione sociale. Martedì saranno costretti a spiegare il perché dei loro tagli soggettivi”.

Brescia in Azione si allinea, richiamando gli ultimi anni complicati per gli spettacoli dal vivo a causa della pandemia e poi guardando al 2023 di Capitale della cultura.

“Ci si chiede che senso abbia – le parole di Aldo Coen – Forse la Regione non condivide l’idea della cultura come cura, che è uno dei punti salienti del dossier BSBG 2023. Questa decisione trasmette un’unica sensazione: per la Regione la cultura non è un investimento bensì un costo da tagliare non appena se ne ha l’occasione”.

Il Pirlo delle 6

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