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Certezze e ristori. Questo in estrema sintesi è quanto hanno chiesto all’esecutivo i rappresentati delle regioni montane riunitesi nelle scorse ore in una commissione straordinaria della conferenza stato regioni per discutere dell’attualissimo tema della riapertura degli impianti sciistici.

Ora la data fissata per la partenza della stagione è il 18 gennaio, ma i dati quotidiani e il nuovo incombente Dpcm aumentano i dubbi e il rischio è che si rimandi tutto nuovamente come già accaduto il 7.

“Si tratta di un comparto che oggi soffre alcuni miliardi di mancato fatturato e che rischia, a crisi epidemica finita, di non avere più la forza di rialzarsi – ha fatto sapere dalla conferenza – Per questo è necessario mettere in campo misure immediate e proporzionate per le imprese e per i lavoratori stagionali”.

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Questa commissione, oltre ad appronfondire il protocollo per l’utilizzo degli impianti in sicurezza, come detto ha avanzato al Governo alcune richieste “in particolare una data garantita di apertura, ristori certi e immediati e proporzionati al minor fatturato della stagione agli impianti di risalita e a tutte le attività correlate (come rifugi, alberghi, maestri di sci, servizi, ecc). Stabilita una data certa sarà necessario dare continuità all’attività degli impianti di risalita nel rispetto delle limitazioni previste dalle linee guida del protocollo approvato dal Cts”. 

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