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Le scuole bresciane stanno facendo i conti con l’aumento del tasso di denatalità, della diminuzione degli alunni stranieri e degli spostamenti della popolazione, della vicinanza di più plessi. A calare sono soprattutto le iscrizioni alle scuole elementari. A Brescia sono tredici classi in meno richieste dalle scuole in attesa di approvazione dall’Ufficio scolastico in base agli organici del personale assegnato. Se le scuole secondarie di primo grado restano stabili, anzi in leggero aumento, le scuole dell’infanzia hanno meno matricole. La differenza si evidenzia in alcuni istituti dove compaiono delle liste d’attesa. E’ il caso del Don Bosco, Gallo, Pasquali e Rebuffone, Abba. Per quanto riguarda gli stranieri la percentuale è al 37 per cento. In certe zone la concentrazione supera abbondantemente la metà in particolare alle primarie e alle medie. Esempi? Carducci, Romanino e Manzoni. Nei nidi si registra un aumento, ma il bacino di utenza è dimezzato in 46 anni: dai 3290 bambini del 1971 ai 1500 del 2017. L’obiettivo è una copertura del 33 per cento dei piccoli da zero a tre anni, obiettivo raggiunto anni fa, calato con la crisi ma ora in fase di ripresa.

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Il Pirlo delle 6

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