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La relazione sui costi benefici dell’alta velocità ferroviaria che toccherà la Provincia di Brescia, redatta dalla task force di esperti, è già stata consegnata al ministro alle Infrastrutture Danilo Toninelli: il responso per ora resta secretato.

Dalle analisi fornite pare inevitabile una bocciatura della Tav Brescia-Verona-Padova con la necessità di studiare un’alternativa al progetto approvato dal Cipe. Un’idea suggerita alla fine del 2014 da Legambiente della Lombardia e del Veneto, che aveva raccolto una vasta adesione di esperti e di associazioni.

Si tratterebbe di un via libera all’opera cercando di esaltare i vantaggi e limitare i danni collaterali. Sulla prevedibile bocciatura pesano gli alti costi di realizzazione, 45 milioni a chilometro, e quelli futuri di gestione della Tav, che limiterebbe l’accesso ai soli treni veloci, impedendo la crescita dell’offerta di treni regionali, Intercity e merci, anche in prospettiva del traffico generato dall’apertura del Brennero.

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Il progetto al vaglio della commissione operante è l’adattamento e l’ampliamento dei binari già esistenti con un abbattimento dei costi.

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Il Pirlo delle 6

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