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La Fondazione Gimbe ha comunicato che quest’anno la disponibilità del vaccino antinfluenzale non potrà essere capillare come raccomandato dal Ministero della Saluto nello scorso mese di giugno. Quest’anno il vaccino ha anche una doppia valenza, una seconda funzione che ovviamente va ad affiancarsi alla riduzione delle complicanze dell’influenza stagionale.

Infatti sarebbe fondamentale ridurre al minimo le persone con sintomi riconducibili al covid-19 che rischiano di sovraccaricare i servizi sanitari territoriali e i pronto soccorso.

“Questo obiettivo – ha affermato il presidente di Gimbe Nino Cartabellotta – richiede una copertura vaccinale molto ampia anche nelle fasce non a rischio che, di fatto, includono la maggior parte dei lavoratori ai quali è affidata la ripresa economica del Paese”.

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Attualmente le dosi di vaccino acquistate dalle varie regionei italiane sono 17.866.550:

“Se questo aumento delle scorte – spiega Cartabellotta – permetterà di estendere le coperture vaccinali nelle categorie a rischio, è molto difficile stimare l’incremento di domanda della popolazione generale, maggiormente sensibilizzata alla vaccinazione anche dei datori di lavoro, preoccupati che lo sviluppo di sintomi influenzali da parte dei loro dipendenti possa paralizzare le attività produttive”.

Al momento le regioni hanno ceduto alle farmacie l’1,5% delle dosi acquistate (circa 250.000), prevedendo di ampliare tale dotazione se nel corso della campagna dovessero rendersi disponibili altre dosi. Federfarma ha annunciato che nelle farmacie arriveranno dall’estero oltre un milione di dosi.

Attualmente in Lombardia la scorta approvvigionata di vaccini (2.282.465 dosi) basterebbe a coprire 66.3% del target di popolazione a rischio.

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Il Pirlo delle 6

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