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Erano le 13.55 del 23 gennaio 2002 quando l’auto di Vittorio Mero si schiantò sull’autostrada A4 all’altezza di Cazzago San Martino, fra i caselli di Ospitaletto e Rovato in direzione Venezia, mentre tornava dalla famiglia a Nave. Da allora quel giorno per Brescia e i bresciani non è stato più lo stesso.

Mero per un drammatico scherzo del destino non era con i suoi compagni, pronti a disputare l’incontro valevole per la semifinale di Coppa Italia contro il Parma in trasferta a causa di una squalifica. Quello schianto gli costò la vita e le ore successive furono una prova di quanto significasse per Brescia e per il Brescia.

La notizia della sua scomparsa arrivò al Tardini pochi minuti prima del fischio d’inizio delle 17.30. Le Rondinelle di Baggio, Toni, dei gemelli Filippini e di Mazzone erano già in campo. Il capitano di allora, Roberto Baggio, abbandonò immediatamente il terreno di gioco seguito da tutti i compagni e la sfida venne rinviata.

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La sua morte lasciò un vuoto, una voragine tanto nei compagni quanto nei tifosi che in quel Brescia di stelle lo avevano eletto a uno dei simboli.

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Il Pirlo delle 6

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