L’Ariston si alza in piedi. Lunga, intensa, rispettosa. È l’omaggio a Fausto Leali, 81 anni originario di Nuvolento, che nella seconda serata del 76° Festival di Sanremo riceve il premio alla carriera e riporta sul palco due brani simbolo: Mi manchi e Io amo. La voce è quella di sempre, graffiante e profonda, capace di riempire il teatro come nei giorni d’oro. Alla fine, l’emozione prende il sopravvento. Gli occhi si velano, il pubblico applaude ancora più forte.

A introdurlo è Carlo Conti, che manda in onda un filmato in bianco e nero di Pippo Baudo: è il 1968, Leali canta Deborah. Un tuffo nella memoria che prepara il teatro a uno dei momenti più intensi della serata.

L’OMAGGIO

Sul palco arrivano anche i co-conduttori. Lillo si inchina davanti al cantante. Vengono consegnate due targhe, ma per un attimo la scena si fa quasi surreale: Laura Pausini sposta l’asta del microfono e Leali, con una targa in mano, non sa come afferrare la seconda. Sorride, stempera la tensione: “Laura mi devi ridare l’asta”. Il teatro ride, poi torna il silenzio.

“Volevo ringraziare tutti, a partire da te Carlo, il Comune di Sanremo, la Rai, tutti voi e anche quelli che ci seguono dall’estero”, dice con voce rotta. Poi guarda avanti: “Devo tornare a fare una tournée negli Stati Uniti”. Non è un addio, ma un nuovo inizio.

SESSANT’ANNI DI MUSICA

Quella di Leali è una carriera lunga oltre sei decenni. Tredici partecipazioni al Festival, la vittoria nel 1989 insieme ad Anna Oxa con Ti lascerò, e una serie di brani entrati nella memoria collettiva: A chi, Mi manchi, Io amo.

Una voce definita “nero bianco”, capace di attraversare generazioni senza perdere identità. “Questo palco è speciale per me – ha raccontato – tornarci è rivivere tutte le emozioni di tredici partecipazioni. Non ci si abitua mai a Sanremo”.

E l’Ariston, ancora una volta, gli ha risposto in piedi.