L’unica certezza è che da oggi la corda molle si paga. Le 12 promesse reiterate di un ministro sono sfumate nonostante l’intervento della Provincia di Brescia rimaneggiato nelle ultime ore.

LA SITUAZIONE ORA

Con l’ultimo intervento di 48 ore fa, la Provincia di Brescia è intervenuta stabilendo la gratuità della corda molle per i residenti dei 22 comuni attraversati all’arteria (entro un raggio di 1,5 km) per 2 mesi (rispetto alla precedente disposizione che vedeva il 50% di esenzione ma per 1 anno).
Il pagamento rimane confermato quindi per tutti gli altri bresciani (e non solo) e per tutte le aziende.
Una “soluzione ponte” ma che ha messo in luce il caos emerso ora dopo ora sul pedaggiamento .

CONFINDUSTRIA E 12 ASSOCIAZIONI: “SOLUZIONE IMMEDIATA E COERENTE CON GLI IMPEGNI ASSUNTI PUBBLICAMENTE

Confindustria Brescia è scesa pubblicamente al fianco di 12 associazioni di categoria che hanno chiesto una “soluzione immediata e coerente con gli impegni assunti pubblicamente”.
Dodici Associazioni di Categoria bresciane (Ance Brescia, Assopadana CLAAI, CIA Est Lombardia, CNA Brescia, Coldiretti Brescia, Confagricoltura Brescia, Confartigianato Brescia e Lombardia orientale, Confcommercio Brescia, Confcooperative Brescia, Confesercenti della Lombardia Orientale, Confindustria Brescia e FAI – Associazione di Brescia e Lombardia Orientale)in una nota hanno espresso forte preoccupazione per la situazione che si è creata con l’introduzione del pedaggio sulla “Corda Molle”.

“É quindi urgente l’individuazione di una soluzione che rimuova l’onere del pedaggio per l’utenza legata al lavoro – scrive nella nota Confindustria Brescia – Questo anche in coerenza con gli impegni annunciati nel corso di manifestazioni pubbliche lo scorso anno, oltre a quanto riportato nella nota del 10 febbraio 2026 con cui il MIT ribadiva l’assenza di pedaggio almeno per i residenti dei Comuni interessati e richiamava l’attenzione anche sul tema delle attività produttive, ritenendo che l’accordo andasse incontro “anche alle attività produttive della zona, considerato che la maggioranza dei mezzi sarà infatti esentata dal pagamento. La soluzione ad oggi adottata, purtroppo, non corrisponde a quegli impegni, non tutelando, come promesso, anche la mobilità da lavoro e la logistica delle imprese. Sono quindi necessarie azioni conseguenti, verificabili e coerenti con quanto dichiarato”.

LE REAZIONI DELLA POLITICA

“I soldi non ci sono, la convenzione nemmeno e non si sa quanto possa costare l’esenzione di soli 22 comuni – ha commentato Luca Trentini – segretario di Sinistra Italiana – Sgravi pagati solo ad una parte dei comuni, ma con i soldi di tutta la provincia. E non si sa nemmeno dove e come chiedere l’esenzione. Tutte le cittadine e i cittadini arrabbiati e scontenti”.

Il Gruppo Consigliare in Provincia, Territorio Bene Comune, in una nota ha definito “la decisione di non procedere alla sottoscrizione non “inspiegabile”: la responsabilità politica è evidente. Annunci in pompa magna. Conferenze stampa trionfali. Comuni costretti a richiedere chiarimenti. Cittadini rimasti per giorni in coda per accreditarsi, nell’incertezza più totale, e oggi ancora in attesa di capire quale strada prendere — in senso letterale e istituzionale.
I Consiglieri chiedono con urgenza alla Provincia di l’attivazione immediata di un tavolo politico con tutti i Comuni coinvolti e con le associazioni di categoria; un chiarimento formale del Ministero sugli impegni assunti; la definizione di un percorso chiaro e condiviso che miri all’esenzione totale del pagamento per tutti i cittadini che utilizzano la tratta; che i livelli istituzionali superiori alla Provincia, a partire dal Governo, individuino con urgenza le risorse necessarie o adottino le opportune soluzioni legislative per rendere la tratta gratuita per tutti, senza ulteriori promesse non mantenute e senza scaricare sui territori il peso di scelte non compiute”.