Il prezzo dei carburanti torna a correre e per gli automobilisti italiani il conto alla pompa diventa sempre più salato. La benzina ha ormai superato la soglia di 1,7 euro al litro nella media nazionale in modalità self service, mentre il gasolio ha oltrepassato quota 1,8 euro. Un balzo che riporta il diesel ai livelli più alti degli ultimi due anni.
Secondo le rilevazioni di Staffetta Quotidiana, i listini dei principali marchi petroliferi continuano a salire. Q8 ha ritoccato i prezzi consigliati aumentando di due centesimi al litro la benzina e di sette centesimi il gasolio. Ancora più marcato l’aumento applicato da Tamoil: tre centesimi sulla verde e ben dieci centesimi sul diesel.
Il risultato è immediato: i prezzi medi alla pompa continuano a crescere giorno dopo giorno. La benzina self service si attesta attorno a 1,693 euro al litro, mentre il gasolio tocca circa 1,753 euro. Numeri che segnano un nuovo picco per il diesel, ai massimi dal marzo 2024, e per la benzina ai livelli più alti degli ultimi tre mesi.
EFFETTO MEDIO ORIENTE
Dietro la nuova impennata ci sono soprattutto le tensioni internazionali. La guerra tra Iran e altri attori del Medio Oriente sta influenzando il mercato del petrolio e le conseguenze si riflettono subito sui distributori italiani.
Gli effetti sono ancora più evidenti sulle autostrade. Secondo il Codacons, il prezzo del gasolio lungo la rete autostradale ha già raggiunto in alcuni casi i 2,5 euro al litro, una soglia che riporta alla memoria i momenti più critici della crisi energetica degli ultimi anni.
PROTESTE E ACCUSE DI SPECULAZIONE
L’aumento dei prezzi preoccupa soprattutto il settore dell’autotrasporto. L’associazione Assotir segnala rincari consistenti del diesel lungo la penisola: dagli aumenti di circa dieci centesimi registrati in Lombardia fino ai ventiquattro centesimi rilevati in Sicilia.
Non solo. In alcune aree del Paese emergono anche difficoltà nella distribuzione del carburante. In particolare vengono segnalati problemi di approvvigionamento sia in Campania sia in Lombardia.
Sul fronte dei consumatori, l’Adoc parla apertamente di possibili speculazioni. Secondo l’associazione, l’Italia dispone di scorte di carburante che dovrebbero attutire oscillazioni così rapide del mercato internazionale. Per questo chiede controlli più stringenti sui prezzi applicati alla pompa.
Intanto per milioni di automobilisti e per il mondo dei trasporti la corsa dei carburanti continua a pesare sempre di più su portafogli e costi di viaggio.


















































