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L’aria di casa, si sa, fa sempre bene. Lo sa eccome Eugenio Corini, ancora imbattuto sulla panchina del “suo” Brescia. Una città che ha riabbracciato un beniamino che con la maglia biancoblu ha giocato ben 100 partite, non poche. La gente a Brescia ha ritrovato entusiasmo e il Rigamonti finora è un fortino che nessuno è riuscito ad espugnare. Tre vittorie e due pareggi. Cambio di marcia evidente con Corini in pachina e un gioco che, se fosse continuo, avrebbe già fissato il Brescia in alto nella classifica.
Mentalità. Corini la chiede, la pretende dai suoi. Un pareggio è sempre mezza sconfitta. Solo così si cresce e si ottiene la consapevolezza di essere quello che in realtà il Brescia è: una squadra da playoff.
Dati alla mano Corini non ha mai avuto una media così alta in carriera: ben 2 punti a partita. I match finora sono solo 6, vero, ma con meno pareggi subiti nei minuti finali i punti sarebbero molti di più. E di pareggi al novantesimo il Brescia ne ha incassati veramente tanti, troppi. C’è ancora un problema di approccio alla gara, basti pensare ai primi tempi con Padova e Cittadella, partite riprese solo nel secondo tempo.
Da risolvere inoltre il problema trasferte. Sabato c’è il Foggia, occasione importante per centrare la prima vittoria esterna che manca dal 17 aprile.

 

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Il Pirlo delle 6

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