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“Siate orgogliosi delle vostre professioni. Non esistono sanitari di serie A e di serie B tutti contribuiamo a salvare la vita delle persone”.

Con queste parole accolte da una ovazione della platea, Luigi Peroni, presidente dell’ordine TSRM PSTRP ha concluso il secondo congresso nazionale della professioni sanitarie che si è svolto a Rimini.

Con un emozionante discorso ha ricordato quei terribili mesi della pandemia che ha colpito Brescia mettendo in ginocchio la Leonessa d’Italia.

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Brescia e Bergamo attraverso i due presidenti si sono trovate nuovamente unite a raccontare il momento più difficile vissuto sia a livello sanitario e sia a livello umano nell’ultimo anno.

“In quel momento eravamo tutti noi sanitari in prima linea a lottare contro un mostro che nessuno conosceva – ha ricordato Peroni-. Lavoravamo giorno e notte, per mesi non abbiamo visto i nostri famigliari, avevamo paura di portare questo terribile mostro in casa.

Tutti noi sanitari abbiamo contribuito nella lotta contro questo virus: tecnici dì radiologia, perfusionisti, tecnici di laboratorio, fisioterapisti e molti altri del nostro ordine. Lavoravamo avendo perduto la dimensione del tempo e dello spazio, senza sapere cosa stava accadendo, ma non abbiamo mai mollato”.

Durante il discorso Luigi Peroni ha lanciato un appello ai media affinché diano il giusto valore a chi opera in queste professioni sanitarie indispensabili per il funzionamento della sanità italiana.

“Ringrazio ancora il ministro della Sanità’ Roberto Speranza, -ha concluso Peroni- che senza annunciarsi mi ha chiamato per sapere cosa stava accadendo a Brescia, un ministro ma soprattutto un uomo che nei momenti più faticosi non ci ha mai abbandonato”.

Foto: Luigi Peroni Presidente Nazionale Professioni Sanitarie e Guido Muzzi – Presidente Tsrm-pstrp Bergamo

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Il Pirlo delle 6

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