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Caso Bozzoli: al vaglio le dichiarazioni dei testimoni del giallo

Continua la ricerca della verità sulla sorte di Mario Bozzoli, l’imprenditore di Marcheno scomparso nel nulla l’8 ottobre del 2015.

Al vaglio degli inquirenti ci sono le scorie raccolte nel forno, le immagini di videosorveglianza, il cambio di un camion e le dichiarazioni rese dai testimoni.

Tre al momento sono gli indagati incastrati dalle testimonianze.

In particolare al vaglio degli inquirenti ci sarebbero quelle di un operaio il quale, per ben due volte davanti al giudice, avrebbe raccontato di un piano per picchiare Mario Bozzoli sotto pagamento.

Picchiare ma non uccidere come invece era stato sostenuto dalla ex fidanzata di uno dei tre indagati.

Un tir di proprietà dell’azienda valtrumplina che lasciò lo stabilimento ed effettuò però solo una parte delle consegne previste.

Il camion si bloccò per una presunta rottura del cambio durante il percorso e sarebbe rimasto fermo diversi giorni, senza far ritorno a Marcheno nei tempi previsti.

Dove è stato portato? Chi ha verificato il danno? Ad oggi non ci sarebbe risposta.

Altro aspetto da chiarire è quello legato al periodo in cui sono state cambiate le inquadrature di sette delle otto telecamere presenti tra interno ed esterno della Bozzoli.

Occhi elettronici remotati, ovvero impostati da computer presenti negli uffici della proprietà e accessibili solo con password.

Una sola telecamera non sarebbe stata toccata: quella che guarda il passo carraio di ingresso.

Infine anche gli aspetti economici della famiglia sarebbero sotto osservazione. In particolare l’apertura di una nuova azienda da parte del fratello di Mario Bozzoli e dei figli, la Finanza a far visita acquisendo informative importanti.

 

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Il Pirlo delle 6

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