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Dopo i casi di caporalato nella Bassa Bresciana, anche sul Lago di Garda la Polizia è intervenuta per mettere fine ad un’attività illecita portata avanti da tre cittadini originari dell’India.

I tre, attraverso un’agenzia per il lavoro interinale regolarmente costituita, agivano illegalmente costruendo un vero e proprio sistema di sfruttamento ai danni di 15 profughi. A capo delle operazioni una donna che risulta essere anche la titolare dell’agenzia interinale.

Secondo quanto scritto nei fascicoli, i 15 profughi ogni mattina venivano caricati su un furgone e portati a lavorare nelle vigne. Una volta sul posto iniziavano turni di lavoro massacranti: 10 ore al giorno e una sola pausa da 30 minuti. Il tutto per una paga che era la metà di quella pattuita nei contratti. Non solo. I profughi erano costretti inoltre a pagare una quota di 5 euro tutte le mattine per il viaggio verso la vigna.

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Grazie ad una attenta indagine portata avanti dai Carabinieri di Desenzano, i tre responsabili sono stati bloccati e ora le forze dell’ordine sono al lavoro per capire se le cantine che si sono affidate a questa agenzia interinale abbiano una qualche responsabilità con l’accaduto.

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Il Pirlo delle 6

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