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Il Comitato tecnico scientifico ha analizzato la richiesta di parere sulle attività che hanno luogo in sale da ballo, discoteche e locali similari.

Il Cts, si legge in una nota, sottolinea come tali attività si configurano tra quelle che presentano i rischi più elevati per la diffusione del virus. Nello specifico, fermo restando che gli accessi a queste attività debbano avvenire esclusivamente attraverso un meccanismo di registrazione che consenta un eventuale tracciamento e solo in presenza di green pass valido, si ritiene che se ne possa considerare l’apertura con una progressiva gradualità anche tenendo conto della necessità di valutare l’impatto delle misure già adottate.

Il Cts, inoltre, ritiene che queste attività possano essere consentite in zona bianca garantendo: una presenza, compreso il personale dipendente, pari al 35 per cento della capienza massima al chiuso e al 50 per cento all’aperto; la presenza di impianti di aereazione senza ricircolo d’aria e rispondenti ai requisiti qualitativi specificati nei documenti di indirizzo Iss; l’uso obbligatorio dei bicchieri monouso; la garanzia della possibilità di frequente igienizzazione delle mani oltre che la pulizia e la sanificazione dei locali; l’utilizzo della mascherina chirurgica nei vari momenti ad eccezione di quello del ballo, paragonabile alle attività fisiche al chiuso. Intanto è atteso per domani, 7 ottobre, il Consiglio dei ministri che affronterà il nodo riaperture e capienze massime dei locali.

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Il Pirlo delle 6

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