Bollette in aumento, carburanti sempre più cari e margini che si assottigliano. A Brescia il peso dei rincari energetici ha iniziato a mettere in difficoltà imprese del commercio e del turismo, con il rischio concreto di una frenata per l’economia locale.
A lanciare l’allarme è Confesercenti Lombardia Orientale. La presidente Barbara Quaresmini ha sottolineato come “la nuova fase di rincari rischia di compromettere la sostenibilità economica di negozi, pubblici esercizi e strutture ricettive della provincia”.
Nelle ultime settimane, secondo le elaborazioni dell’associazione, i prezzi dell’energia elettrica sono cresciuti in modo significativo, così come quelli del gas. Un aumento che, se confermato nel tempo, potrebbe avere effetti pesanti già nel corso del 2026.
COSTI IN AUMENTO
L’impatto sui bilanci delle imprese è già evidente. Come evidenziato da Quaresmini, “nelle ultime settimane i prezzi all’ingrosso dell’energia elettrica sono cresciuti di circa il 24%, mentre quelli del gas hanno registrato incrementi prossimi al 33%”.
Nel concreto, questo si è tradotto in un aumento medio stimato di circa 1.500 euro annui per impresa. Una cifra che cresce sensibilmente in alcuni settori: le strutture ricettive di medie dimensioni hanno superato i 2.700 euro, i ristoranti si sono attestati attorno ai 1.800 euro e i bar hanno oltrepassato i 1.000 euro.
A pesare è stato anche il nuovo rialzo dei carburanti. Il diesel, in particolare, ha registrato aumenti rapidi, incidendo sui costi di trasporto e approvvigionamento.
Sul tema è intervenuto anche Matteo Bozzoni, presidente di Faib Confesercenti Lombardia Orientale, che ha spiegato: “il taglio delle accise non può gravare sulle spalle dei gestori: con i nostri margini è impossibile sostenere ancora una volta il peso di questo intervento”.
IMPRESE BRESCIANE SOTTO PRESSIONE
Alla crescita dei costi si è aggiunto un altro fattore critico: il calo della capacità di spesa delle famiglie. L’aumento delle bollette domestiche e dei carburanti ha ridotto i consumi, creando una doppia pressione sulle imprese.
Da una parte sono aumentati i costi di gestione, dall’altra si è indebolita la domanda. Una situazione che rischia di colpire soprattutto le piccole e medie imprese del territorio.
Confesercenti ha inoltre evidenziato il divario dei costi energetici rispetto ad altri Paesi europei, che continua a penalizzare la competitività delle imprese italiane, in particolare nel turismo.
Per questo motivo l’associazione ha chiesto interventi urgenti. “Diventa prioritario intervenire sulla componente degli oneri di sistema – ha evidenziato Quaresmini – e prevedere misure in grado di contenere i costi energetici e dei carburanti”.
Sulla stessa linea anche Andrea Maggioni, coordinatore per il Garda, che ha avvertito: “energia, gas e carburanti rappresentano costi strutturali per le imprese e non possono essere assorbiti a lungo senza conseguenze”.
Il rischio, senza interventi rapidi, è quello di una progressiva erosione dei margini e di ricadute su occupazione, investimenti e vitalità dei centri urbani.


















































