“Chiediamo da tempo, da anni, è una sburocratizzazione, ma una sburocratizzazione vera, concreta e non un aumento continuo di quelle che sono le pratiche per la nostra agricoltura. Aumentare la burocrazia – ha commentato il vice presidente di Coldiretti Brescia, Giovanni Martinelli – per noi significa togliere ore, togliere giorni, togliere settimane al nostro lavoro e soprattutto allontanare sempre di più i giovani verso un’agricoltura che invece dovrebbe essere motivo di attrazione e motivo di rifugio per loro verso un futuro migliore”.

L’INTERVISTA

SIAMO I PIÙ PENALIZZATI

“Siamo in una situazione difficile data da più fattori – ha spiegato Giovanni Martinelli, vice presidente di Coldiretti Brescia -. Oggi siamo qua (a Milano, ndr) per molti motivi, tra i quali per esempio la situazione del latte. Viviamo un periodo molto più complicato per quanto concerne la filiera del latte perché nel giro di pochissimi mesi c’è stato un tracollo dei prezzi alla stalla. Purtroppo tutte le volte che avviene una situazione di questo tipo gli agricoltori e gli allevatori sono i più penalizzati perché a noi viene velocemente ridotto il prezzo mentre tutti gli attori della filiera questo prezzo lo rimodulano a loro vantaggio”.

LE RICHIESTE

“Chiediamo una maggiore attenzione – ha precisato Martinelli -. Chiediamo il rispetto dell’accordo stipulato dal Ministero a dicembre, chiediamo maggior riscontro sulla tracciabilità, quindi verificare che effettivamente vengano utilizzati i prodotti italiani lungo tutta la filiera e chiediamo un’attenzione soprattutto per i nostri prodotti nei confronti dei consumatori”.

COSTO DEL GASOLIO

“I motivi per cui siamo qua sono tanti, non per ultimo l’aumento sconsiderato dei prezzi negli ultimi giorni, in particolare il prezzo del gasolio. In questi giorni sta appunto partendo la nostra campagna, stiamo iniziando a lavorare i terreni e ci siamo visti raddoppiare quasi il prezzo del gasolio per i nostri trattori”.