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I finanzieri del nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza di Milano hanno eseguito perquisizioni locali e domiciliari e acquisizioni documentali nei confronti dell’ex consigliere comunale di Brescia Giovanni Francesco Acri indagato per corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio.

Il politico, infatti, si sarebbe dimesso dalla carica, lasciando il posto a Giangiacomo Calovini e ricevendo in cambio l’utilità rappresentata dall’assunzione del proprio figlio come assistente dell’eurodeputato di Fratelli d’Italia Carlo Fidanza, a sua volta indagato.

“Evidentemente, facendo politica, non si può essere simpatici a tutti – ha dichiarato l’eurodeputato – E probabilmente qualcuno ha tentato di colpirmi in un momento di difficoltà. Nascondendosi dietro l’anonimato. Tengo solo a dire che sono più che sereno, non ho commesso alcun atto illecito”.

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Un esposto anonimo infatti, nell’ottobre dello scorso anno, aveva sollevato alcuni dubbi sull’uscita dal Consiglio comunale bresciano di Acri in luogo del primo dei non eletti Calovini e successivamente sulla scelta di Fidanza di assumere il figlio dell’ex Consigliere nella sua segreteria politica.

Secondo la procura milanese Acri non si sarebbe dimesso per motivazioni personali come dichiaro, bensì su richiesta di Fidanza. Dimettendosi, Acri avrebbe commesso un atto contrario ai doveri d’ufficio mentre Fidanza avrebbe vestito il ruolo del corruttore.

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Il Pirlo delle 6

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