Il botta e risposta tra il Presidente della Commissione Bilancio del Comune di Brescia, Gianpaolo Natali e l’ex assessore Fabio Capra, e l’attuale, Diletta Scaglia, prosegue.

Tutto è nato dalla nota di Natali con la quale aveva denunciato un “buco” da 362 milioni di euro nel periodo 2016-2021 nel bilancio comunale e criticato i toni enfatici con i quali, invece, la Giunta aveva definito il bilancio della Loggia.

La replica degli assessori Diletta Scaglia e Fabio Capra non si è fatta attendere e aveva accusato Natali di “non aver esposto correttamente i numeri”, di fatto non inserendo nelle “entrate” i dividendi delle partecipate comunali, come ad esempio A2a e la lotta all’evasione tributaria.

Capitolo chiuso? Potremmo dire assolutamente di no visto che a poche ore di distanza è di nuovo l’esponente di Fratelli d’Italia in Loggia a ritornare sull’argomento con ulteriori precisazioni.

“Anziché portare dati in difesa della propria posizione, gli assessori si sono coalizzati per ammettere nuovamente le proprie responsabilità creando così una falla ancora più grande della precedente – rincara Natali -.
Sono stato accusato di produrre dati parziali, ma in realtà è proprio l’Amministrazione a nascondersi malamente dietro un dito non comunicando i dati completi, peccato per loro che io vado a fondo nella ricerca”.

Natali riprende, e riporta nella nota, la relazione annuale dei revisori dei conti: “L’equilibrio di parte corrente presuppone l’accertamento di entrate non continuative relative in particolare al recupero di entrate dall’evasione tributaria, da altre entrate di redditi e capitali, vedi dividendi e partecipate, e dall’utilizzo di proventi per concessioni edilizie. Si raccomanda un attento e costante monitoraggio, anche perché nel 2023-2025 regna l’incertezza in ordine all’evoluzione della spesa corrente per le tariffe del comparto energetico“.

“In parole povere – aggiunge Natali – questo Comune, lo dico ancora una volta, spende più di quanto potrebbe permettersi. Di conseguenza per far quadrare i Bilanci, come sottolineato e ammesso dagli stessi assessori, deve per forza basarsi sull’utilizzo dei dividendi e dalle entrate del recupero dell’evasione tributaria , che ricordo, superano i 70 milioni di euro all’anno. Non mi sembra proprio quindi che il Bilancio sia così in salute come più volte proclamato”.

I SOLDI DELLE PARTECIPATE PER ABBASSARE LE BOLLETTE DEL TELERISCALDAMENTO

C’è poi tutto il capitolo relativo alla destinazione dei fondi che arrivano al Comune di Brescia dalle proprie Partecipate.
Due visioni diverse tra la Maggioranza attuale e l’opposizione che continua a chiedere che questi fondi vengano principalmente utilizzati per abbassare le bollette del teleriscaldamento dei bresciani.

“La destinazione d’uso di questi fondi dovrebbe essere molto differente da quella attuale, scrive Natali.

Due le finalità da perseguire: utilizzare i dividendi per nuovi investimenti a vantaggio del territorio e un doveroso, congruo, abbassamento delle tariffe del teleriscaldamento in favore di tutti i cittadini che, giornalmente, pagano lo scotto della presenza dell’inceneritore nella propria città con le conseguenze di varia natura che tutti conosciamo.
Ecco un buon modo – conclude il Presidente della Commissione Bilancio in Loggia – per far tornare davvero i conti anche a tutti i bresciani”.

Il Pirlo delle 6

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