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La piena del fiume Oglio è responsabile della macchia bianca nel lago d’Iseo avvistata il 27 di aprile. Legambiente aveva attribuito il colore biancastro dell’acqua alle ceneri del rogo di Rogno, ma a dare una spiegazione più accurata e veritiera è stato il “Gruppo Ingegneria Idraulica” dell’Università degli Studi di Brescia.

Nel periodo tra il 24 e il 28 aprile, nel fiume Oglio si è sviluppata una piena che ha versato nel lago 10 milioni di metri cubi di acqua, portando con sè sostanze sospese che rendono l’acqua torbida. Secondo gli studi, si tratterebbe di più di 500 metri cubi di terreno eroso. Le sostanze sospese sono rimaste “nascoste” per circa un giorno ad una profondità di circa 5 metri. Le forti correnti da sud e dalla zona centrale del lago hanno provocato poi un’emersione di quella che gli studiosi hanno definito “lente di torbidità”.

Le correnti verso sud hanno quindi determinato l’espulsione nella stessa direzione della massa di sostanze torbide precedentemente emerse.

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Il Pirlo delle 6

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