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Hanno 35 anni il più grande e 21 il più giovane. Sono i due macchinisti sospesi dal lavoro da Trenitalia. I due erano stati trovati ubriachi da un controllore nella giornata di domenica sul treno Frecciarossa che da Brescia sarebbe dovuto partire alla volta di Napoli. Il convoglio era pronto sui binari della stazione cittadina, a bordo 67 persone.

Alle 5.17 la comunicazione di Trenitalia che il treno era stato soppresso. Per i due macchinisti è iniziato l’iter che porterà alla decisione sul da farsi per il loro comportamento a tradire il rapporto di fiducia tra dipendente e datore di lavoro.

Al momento i due macchinisti sono stati sospesi a tempo indeterminato dal loro incarico. E mentre l’indagine interna a Trenitalia muove i primi passi, a muoversi sarebbe pronta anche la magistratura ordinaria. La vicenda è approdata infatti anche sul tavolo del sostituto procuratore Erica Battaglia, la quale potrebbe aprire un fascicolo nei confronti dei due macchinisti.

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L’ipotesi di reato potrebbe essere quella di interruzione di pubblico servizio perché con la loro condotta avrebbero costretto l’azienda a sopprimere il treno costringendo i 67 passeggeri a salire su un convoglio diretto a Milano Centrale da dove poi sono riusciti a partire per il capoluogo partenopeo.

A scoprire lo stato di alterazione era stato il capotreno ad aver visto il 35 enne in evidente stato di ebrezza chiamando così la Polfer chiedendo di sottoporlo all’etilometro. Per lui il tasso alcolemico nel sangue era 1.92. Il 21enne invece non si era nemmeno presentato in stazione. Sul caso si è espresso anche il Codacons con un esposto in Procura a Brescia per attentato all’incolumità pubblica.

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Il Pirlo delle 6

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