A Maclodio il 25 Aprile diventa terreno di scontro. L’Anpi provinciale di Brescia, insieme alle sezioni locali e ad altre realtà democratiche e antifasciste, ha deciso di convocare autonomamente una commemorazione pubblica per sabato 26 aprile alle ore 10, dopo il rifiuto del sindaco di organizzare l’iniziativa congiuntamente.
Secondo quanto riferito dagli organizzatori, il primo cittadino avrebbe negato legittimità all’Anpi nel promuovere la celebrazione. Una posizione respinta con fermezza dall’associazione partigiana, che parla di “falsità di comodo” e rivendica il proprio ruolo storico e istituzionale nella memoria della Resistenza.
LO SCONTRO
La presa di posizione accende il confronto sul significato della Festa della Liberazione. L’Anpi ricorda di essere nata nel 1944, nel pieno della guerra, e formalizzata nel 1945 subito dopo la fine del conflitto. È riconosciuta dal Ministero della Difesa come associazione combattentistica e dal Ministero dell’Istruzione tra i soggetti autorizzati a trasmettere nelle scuole i valori della Costituzione.
Nel mirino c’è anche l’interpretazione della ricorrenza. “Il 25 Aprile non è il ricordo dei caduti di tutte le guerre”, sottolineano gli organizzatori, ma la celebrazione della Liberazione dal nazifascismo, così come stabilito dalla normativa istitutiva.
LA CERIMONIA
Nonostante le tensioni istituzionali, la commemorazione si terrà comunque. L’appuntamento è fissato davanti al monumento ai caduti di Maclodio, dove è previsto un omaggio floreale. Gli organizzatori parlano di una manifestazione “sobria e breve”, senza intenzioni polemiche ma con l’obiettivo di ricordare chi contribuì alla riconquista della libertà e alla ricostruzione del Paese.
Al centro, i valori richiamati: democrazia, partecipazione, giustizia sociale e pace. Un messaggio che, nelle intenzioni dell’Anpi, vuole riportare l’attenzione sul significato originario della data, al di là dello scontro politico locale.




















































