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Ultima occasione di rilancio. L’aeroporto di Montichiari ha ancora un’opportunità, un’occasione riposta dal progetto di sviluppo che ha iniziato in questi giorni l’iter ministeriale della Valutazione di impatto ambientale.

L’Enac, ha presentato un dossier che descrive l’aspetto dell’infrastruttura del futuro. Importante sarà limitare il consumo di suolo e rendere meno pressanti i vincoli sulle aree attorno al D’Annunzio. Secondo la Catullo, società che gestisce l’aeroporto di Montichiari, entro il 2030 ci sarà una impennata del traffico sullo scalo.

Stando alle stime si parla di 895mila passeggeri l’anno e 429 mila tonnellate di merce l’anno. E’ in un contesto del genere che è stato programmato un investimento di 101 milioni di euro. Tra i punti qualificanti del progetto c’è l’allungamento della pista di oltre 460 metri.

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Dal 2020 poi, inizierà il secondo step dei lavori che richiederà di ridisegnare il tracciato della strada provinciale 37 creando un sottopasso. In questa fase sarà costruito uno stock magazzini per la merce dei cargo e verrà ampliato il piazzale della pista.

Deserta, invece, la zona imbarchi passeggeri, lo scalo al momento vive grazie ai voli notturni targati Amazon. Attualmente è la principale base di smistamento della posta aerea di Poste Italiane.

Infine, sotto la lente anche le polveri sottili. A riguardo si evidenzia come il massimo incremento percentuale del contributo delle attività di cantiere registrato sui ricettori, non appare rilevante per l’equilibrio ambientale complessivo, si legge nella relazione. In conclusione quindi, le attività aeronautiche previste, non contribuiscono ad un incremento significativo della qualità dell’aria.

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Il Pirlo delle 6

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