“La proposta di Anci di istituire un Fondo nazionale per la sicurezza delle città, di rafforzare gli organici e di garantire una presenza più capillare delle forze dell’ordine sul territorio va esattamente in questa direzione. Non chiediamo poteri straordinari, ma condizioni adeguate per rispondere in modo serio alle richieste dei cittadini“.

Le parole, affidate ad una nota, sono della Sindaca di Brescia, Laura Castelletti, al termine della riunione a Roma organizzata dall’Anci per avviare un “percorso serio e responsabile per costruire un nuovo Patto nazionale sulla sicurezza urbana. È un tema – ha sottolineato la Sindaca – che riguarda direttamente la qualità della vita delle nostre comunità e che non può essere affrontato con slogan o scaricando responsabilità”.

“La sicurezza e l’ordine sono e restano una competenza primaria dello Stato – ribadisce con chiarezza Laura Castelletti – ma i Comuni – aggiunge – sono pronti a fare pienamente la loro parte, come già avviene ogni giorno attraverso il lavoro delle Polizie locali, i presidi territoriali, i progetti di prevenzione e di inclusione sociale. Perché questo impegno sia davvero efficace servono, però, strumenti concreti: più risorse, più personale, più coordinamento tra istituzioni.”

PREVENZIONE, LAVORO SOCIALE, COLLABORAZIONE TRA TUTTI I LIVELLI ISTITUZIONALI

“La sicurezza – ha concluso la Sindaca – si costruisce con la presenza dello Stato, con la prevenzione, con il lavoro sociale, con il rispetto delle regole e con la collaborazione tra tutti i livelli istituzionali. È su questo terreno, concreto e responsabile, che come sindaci continueremo a lavorare”.

ANCI, “SERVONO FONDO NAZIONALE, PIU’ AGENTI E UNA VOLANTE OGNI 25 MILA ABITANTI”

Un Fondo unico nazionale per garantire maggiore sicurezza nelle città, il potenziamento degli organici della polizia locale e delle forze dell’ordine, e una presenza più capillare sul territorio, soprattutto durante la notte.
Sono queste le priorità emerse oggi nel corso della riunione della Consulta ANCI dei Comuni capoluogo, coordinata dal sindaco di Vicenza Giacomo Possamai, che ha dato il via al percorso di definizione di un nuovo Patto nazionale per il diritto alla sicurezza da sottoporre al Governo e al Ministero dell’Interno.
All’incontro hanno partecipato i sindaci delle principali città italiane, il presidente dell’ANCI e sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, e il delegato ANCI alla sicurezza, il sindaco di Bari Vito Leccese.

Sicurezza come responsabilità dello Stato

Dalla discussione è emersa una forte condivisione: la sicurezza dei cittadini deve restare una responsabilità primaria dello Stato, mentre i Comuni possono contribuire attraverso un quadro chiaro di collaborazione istituzionale.

“Serve un Fondo unico nazionale che consenta ai sindaci di assumere nuovi agenti di polizia locale” ha spiegato Possamai. “Dal 2009 il personale è sceso da 60 mila a 48 mila unità: per tornare ai livelli minimi necessari servono almeno 500 milioni di euro.”

Il sindaco di Vicenza ha richiamato inoltre la necessità di rafforzare anche questure, carabinieri e guardia di finanza: “I cittadini devono percepire la presenza dello Stato. Una volante o un radiomobile ogni 25 mila abitanti nelle ore notturne rappresenta una soglia minima indispensabile.”

Le linee del nuovo Patto per la sicurezza

Il documento in costruzione prevede misure strutturali e di lungo periodo, con l’obiettivo di:

  • istituire un Fondo nazionale stabile per assunzioni, formazione e presidio del territorio;
  • finanziare attività di prevenzione, videosorveglianza e interventi contro la devianza giovanile e la “mala movida”;
  • sostenere azioni di primo intervento sulle marginalità sociali;
  • elaborare strategie condivise su dipendenze e disturbi psichici.

Una parte rilevante riguarda il ruolo delle polizie locali: l’ANCI chiede maggiore integrazione nei sistemi di sicurezza, accesso alle banche dati nazionali e un aggiornamento delle norme sull’utilizzo dei dispositivi di difesa.

Videosorveglianza e strumenti di prevenzione

Il Patto sottolinea l’importanza di rinnovare le linee guida sulla videosorveglianza urbana, garantendo risorse stabili anche per l’uso delle bodycam. Previsto inoltre un maggiore coinvolgimento del sistema giudiziario per rafforzare l’effettività delle pene e rendere più efficace l’applicazione di strumenti come il Daspo urbano, integrati da percorsi sociali di prevenzione.

Un capitolo è dedicato anche alla sicurezza partecipata, valorizzando cittadini, volontari e assistenti civici come supporto alle polizie locali.

Verso un appuntamento nazionale

Il percorso avviato oggi proseguirà nei prossimi mesi con un grande appuntamento nazionale, ospitato da una città capoluogo, durante il quale l’ANCI presenterà al Governo la versione definitiva del Patto per la sicurezza delle città.

Con questa iniziativa, l’ANCI ribadisce la volontà di costruire una strategia condivisa, concreta e duratura, capace di garantire sicurezza, legalità e qualità della vita nei centri urbani italiani.